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Quattro barriere contro l'erosione. Via libera dell'Arpas ai pennelli e al ripascimento costiero. PDF Stampa E-mail
L'Unione Sarda, articolo di Andrea Piras - 30 settembre 2010

Completate le indagini subacquee, l'Arpas dà parere favorevole alla sistemazione dei pennelli semisommersi antierosione costiera. L'ultimo scoglio è stato superato, adesso il progetto per la sistemazione delle barriere antierosione e il ripascimento dell'arenile di Capoterra divorato dalle mareggiate esce dalle carte e presto potrebbe davvero diventare realtà.

L'Arpas, l'Agenzia regionale per l'ambiente, ha consegnato le relazioni del Piano di caratterizzazione per la protezione del litorale. I risultati delle analisi e dei carotaggi eseguiti sul fondale davanti a Frutti d'Oro I° e Frutti d'Oro II° sono positivi.

I quattro pennelli semisommersi, lunghi tra i duecento e i cinquanta metri, e la sistemazione di nuove sabbie di cava per ricostituire la spiaggia ingoiata dai marosi, potranno essere sistemati tra breve. L'ultima parola passa all'assessorato regionale all'Ambiente e al ministero dell'Ambiente, ma dovrebbe essere soltanto una semplice formalità visto che i passi importanti, quelli più difficili e delicati come appunto le indagini per valutare lo stato di inquinamento del fondale marino su cui poggeranno le “dighe” sofolte, sono già stati fatti.

IN MUNICIPIO «Per il nostro litorale non è semplicemente un problema di ripascimento e formazione della spiaggia, è ben altro. In primo luogo una questione di sicurezza per migliaia di persone che vivono nelle lottizzazioni a mare, dove anche durante l'ultima alluvione i pericoli sono emersi con estrema drammaticità», ricorda il sindaco Giorgio Marongiu. «Incrociamo le dita ma siano comunque soddisfatti. Aspettavamo i risultati dell'Arpas, in questi anni abbiamo ascoltato e rispettato i suggerimenti e i dictat degli enti sovraordinati, adesso è tempo di appaltare e dunque affidare i lavori».

IL FUTURO I tempi, messa da parte la burocrazia, non saranno lunghi. «Cinque mesi per la sistemazione dei pennelli e per il ripascimento», dice il progettista del piano di protezione costiera, l'ingegner Enrico Montaldo, con la consulenza del dipartimento di costruzioni idrauliche marittime all'Università di Cagliari.

L'intervento prevede la realizzazione di quattro barriere oblique semi sommerse. Più precisamente, i pennelli sono stati studiati con misure differenti . Alcuni, quelli che guardano verso Cagliari, più corti per evitare di scatenare un fenomeno erosivo dell'arenile di Maddalena Spiaggia, il tratto che in questi anni ha, a differenza di quelli di Frutti d'Oro, Lottizzazione Picciau e Torre degli Ulivi, subito un processo inverso e positivo, guadagnando parecchi metri di costa finiti in passato sott'acqua. Quasi ventimila saranno inoltre i metri cubi di sabbia di cava usati per ricostruire la spiaggia.

L'ATTESA
«Dal 2006 al 2009, quando finalmente, a gennaio del 2007, la Regione diede parere favorevole alle barriere, abbiamo cambiato parecchie volte il progetto. Poi c'è voluto un altro anno e mezzo per convincere l'Arpas ad aprire un tavolo tecnico per il Piano di caratterizzazione dell'area e altri sei mesi per i carotaggi e avere le analisi, anche quelle sulla diossina che sono state fatte in un laboratorio in Piemonte. Speriamo sia davvero finita e che gli ultimi passi siano soltanto semplici formalità burocratiche», spiega l'assessore comunale ai Lavori pubblici, Efisio Demuru. «I fondi ci sono tutti: un milione e trecentomila euro, a cui bisogna aggiungere anche settantamila che il Comune aveva stanziato e messo a disposizione della Comunione Frutti d'Oro lo scorso aprile, dopo le mareggiate che avevano distrutto la passeggiata a mare. Per far aprire il cantiere adesso, davvero, non ci sono, non dovrebbero esserci più difficoltà di sorta».
 
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Efisio Demuru

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