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Vandali nella scuola dell'alluvione. PDF Stampa E-mail
22 aprile 2010

Capoterra. Vigilanti per evitare incursioni nel caseggiato chiuso di Hidrocontrol. Rubati gli infissi dalla Materna che dovrà essere demolita.

Vandali scatenati nella Materna di Rio san Girolamo, la scuola che per la sua vicinanza al fiume dell'alluvione dovrà essere abbattuta. Vedi le altre foto D ovrà essere abbattuta perché troppo vicina al fiume, a quel rio san Girolamo che la mattina del 22 ottobre del 2008, il giorno dell'alluvione, s'infilò sin dentro le aule che di lì a poco avrebbero ospitato scolaretti e insegnanti. Dovrà essere spazzata via, la scuola elementare. Ma nell'attesa che le ruspe marcino verso il centro residenziale di Capoterra, a iniziare l'opera di demolizione ci stanno pensando i vandali, i ladri che in queste settimane hanno cominciato a smantellare infissi e vetrate per recuperare porte e finestre. Vere e proprie scorribande notturne che non hanno risparmiato il resto del caseggiato.

Uno spettacolo sotto gli occhi dei residenti che si dichiarano offesi non tanto dai vandali quanto da chi dovrebbe vigilare.

IL BANDO Spiega l'assessore ai Servizi tecnologici, Francesco Dessì: «Proprio oggi pubblichiamo un bando per concedere gli infissi a chi ne faccia richiesta. Purtroppo la scuola è stata visitata dai vandali ma soltanto recentemente, con lo studio Hidrodata, abbiamo avuto la conferma ufficiale che il caseggiato dovrà essere buttato giù». Resta da capire dove la materna potrà risorgere. L'ipotesi è quella di realizzare la nuova scuola nella parte alta di San Girolamo, ma la scelta dell'area dovrà essere ancora decisa. «Ce lo dicano, perché ancora non è stata data risposta alle nostre indicazioni», taglia corto l'assessore ai Lavori pubblici, Efisio Demuru.

POGGIO Punto interrogativo anche sulla sorte del caseggiato dell'Hidrocontrol di Poggio dei Pini. «Nell'ipotesi fatta dalla società Hidrodata c'è il recupero e non l'abbattimento dell'edificio, in questo caso però il Comune non ha voce in capitolo, la proprietà è infatti della Regione», dice il sindaco Giorgio Marongiu. Anche lì i vandali si erano fatti vivi dopo i giorni dell'alluvione e del dolore. Intrufolandosi nel caseggiato per tentare di mettere mano a computer e costose apparecchiature dell'istituto. Così ora a controllare l'edificio e impedire le incursioni di balordi ci pensano i vigilanti.

SANTA BARBARA
Intanto il Comune pensa a Santa Barbara, alla piccola grotta di Sa Scabizzada scavata sui monti nel punto esatto in cui venne decapitata la martire cagliaritana. Quella mattina del 22 ottobre il fiume raggiunse, in quel punto, livelli incredibili (la ferita inferta dall'acqua è incisa sul tronco dell'immenso eucalipto vicinissimo alla grotta), sollevandosi di oltre sette metri e investendo in pieno l'ingresso del tempio dedicato alla santa. Cancellandolo. «È rimasta soltanto l'icona infissa sulla roccia», ricorda Marongiu, «abbiamo presentato un progetto per recuperare Sa Scabizzada all'assessorato regionale alla Pubblica istruzione. Purtroppo ciò che i fedeli e i devoti avevano costruito, ottocento anni dopo è stato distrutto dall'alluvione, da quel ciclone mediterraneo di incredibile violenza».

A. PI.
 
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Efisio Demuru

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